Il Parco è situato in una zona collinare caratterizzata dalla presenza della tipica macchia mediterranea, associata ad un bosco ceduo di piante ad alto fusto, che in alcuni punti cresce fittamente associato alla macchia stessa. Si possono così osservare nel sottobosco i caratteristici cespugli di corbezzolo, detto anche albatro, di viburno, localmente chiamato “legnolano” perché si sfilaccia come la lana, di olivastro, di pungitopo e di smilace, detto anche “stracciabrache” a causa delle spine che si impigliano negli indumenti, strappandoli. Tra gli alberi ad alto fusto i più numerosi sono indubbiamente i lecci, i cerri, le sughere e gli ornielli, alcuni dei quali, molto vecchi, si distinguono per il notevole diametro del tronco, mentre se si volge lo sguardo alla campagna circostante si individuano, isolate nei campi, le roverelle, grandi querce, piantate per offrire riparo dal sole ai contadini durante i lavori agricoli.
La fauna presente nel territorio del lago è quella tipica mediterranea. Tra gli uccelli si segnalano i rapaci, notturni e diurni, anche di grandi dimensioni (Bianconi e Poiane), che stanno giungendo numerosi probabilmente anche a seguito della recente guerra nei Balcani e grazie alla natura ancora incontaminata dell’area, che ha consentito anche di ricreare il passo delle cicogne; il cielo dell’Accesa è inoltre solcato da corvi, cornacchie, taccole, ghiandaie, merli, turdidi e svariati tipi di uccelli minori (passeracei, fringillidi, alaudidi, cincie, ecc.). Oltre che da cinghiali e daini, il bosco è popolato da scoiattoli, istrici, donnole, faine e lepri, mentre talvolta capita di vedere il cervone, un serpente tipico della zona che arriva anche ai 2 m di lunghezza, ma che è estremamente timido e soprattutto inoffensivo. Il territorio ospita infine la tartaruga mediterranea o “Testudo Hermanni”, che qui trova le condizioni ottimali per la riproduzione. |
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