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La collezione Galli rappresenta il primo nucleo della raccolta archeologica del Museo Civico di Massa Marittima, fondato nel 1867 insieme alla Biblioteca. Essa si forma nel 1875, quando il primo direttore del Museo e suo fondatore, Stefano Galli, dona al proprio istituto una serie di vasi che aveva a sua volta ricevuto in dono dal padre Gismondo, insegnante tra Vulci e Tarquinia. Gli oggetti che compongono la collezione vengono infatti da queste due aree, ma non si conosce l’esatto contesto di provenienza e non si ha notizia nemmeno di un inventario risalente al momento della donazione; soltanto un’etichetta incollata sui reperti consente di stabilirne l’appartenenza alla collezione. Quest’ultima è composta dunque da due nuclei distinti: il primo, quantitativamente più piccolo, raccoglie ceramica proveniente da Tarquinia e datata dalla fine del VII al IV secolo a.C.; il secondo, più consistente, comprende ceramica prodotta a Vulci e risalente alla fine del VII e al pieno VI secolo a.C., due vasi di importazione greca databili alla metà del VI secolo ed alcuni vasi decorati a vernice nera, cronologicamente inquadrabili tra il IV ed il III secolo a.C.. Alla collezione appartiene inoltre un'urna di produzione volterrana con raffigurazione del congedo del marito defunto dalla moglie, prima di intraprendere il viaggio nell'Aldilà.




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