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Il Museo Archeologico di Massa Marittima nasce come sezione del Museo Civico, fondato nel 1867 insieme alla Biblioteca da Stefano Galli da Modigliana, autore delle “Memorie storiche su Massa Marittima” e primo direttore. Il Museo comprendeva differenti sezioni, tra le quali una dedicata alla collezione mineralogica di Theodore Haupt, un’altra costituita dalle memorie storiche locali del Risorgimento, un’altra ancora rappresentata dalla Pinacoteca. Il nucleo originario della sezione archeologica del Museo Civico si forma a partire dal 1875, quando Gismondo Galli, padre di Stefano, dona al figlio una raccolta di oggetti provenienti dalle zone di Vulci e Tarquinia. In seguito la sezione si è considerevolmente ampliata grazie gli scavi condotti nel territorio massetano verso la fine dell’Ottocento e negli anni ‘20-’30 del Novecento, ma soprattutto dal 1980 in poi, da quando cioè l’Università di Firenze ha iniziato una serie di campagne di scavo nell’insediamento etrusco del lago dell’Accesa. Di conseguenza anche l’esposizione dei reperti è stata riorganizzata più volte, finché, dopo la mostra su “L’Etruria mineraria” del 1985 organizzata nell’ambito del “Progetto Etruschi”, la sezione archeologica del Museo Civico è diventata Museo Archeologico ed occupa ora l’intero Palazzo del Podestà.




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