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I recenti studi, condotti nel Dipartimento di Archeologia dell’Università di Siena da collaboratori del prof. Francovich, hanno rilevato la presenza di alcuni nuovi elementi su cui riflettere per proporre una datazione più attendibile di San Pietro all’Orto.
Per prima cosa l’iscrizione che si trova sul portale si riferisce all’apposizione della lapide e non indica un intervento costruttivo: è quindi rischioso ritenere che la data riportata si riferisca all’edificazione della chiesa. Inoltre la sequenza delle parole con cui è scritta la data si presta ad essere letta in due modi diversi: 1197 se bis viene legato a quadrageno e 1257 se bis viene, invece, legato a centeno.
Solo analizzando altri dati è stato possibile risolvere la questione. La datazione più tarda viene confermata dalle valutazioni eseguite, una sui tratti stilistici dei caratteri utilizzati per la scrittura, assimilabili ai tipi della metà del Duecento, e l’altra sull’architettura della chiesa, che presenta caratteri tipici delle chiese gotico-menticanti del pieno XIII secolo. A confermare la datazione sta un documento del 1248, conservato all’Archivio di Stato di Siena, in cui si parla dell’esistenza di una “domus” vescovile e di un’area aperta recintata definita “orto”, nel luogo dove sarebbe stata edificata San Pietro.
La data di fondazione della chiesa sarebbe quindi da porre tra il 1248 e il 1257.
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