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Valle dello Stregaio |
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In quest’area è stato realizzato un percorso che segue alcuni degli oltre 250 pozzini medievali contati da Bernardino Lotti: profondi anche 100 metri, interconnessi da gallerie, con andamento verticale ed imboccatura squadrata, o circolari con pareti ed andamento irregolare, a “seguire il filone”. Molti, non più aperti per motivi di sicurezza o naturale franamento, sono riconoscibili per la presenza di depressioni e sterili di miniera. Le gallerie moderne intercettano i pozzini dal basso, utilizzandoli come spie del giacimento, vie di accesso e aerazione. I pozzi ottocenteschi (Serpieri, Fernando) riprendendo lavori antichi, introducendo macchine a vapore e montacarichi. Di altri manufatti, invasi dalla vegetazione, restano edifici crollati, muri di contenimento, piani di carichi, gore. Il sentiero si sviluppa sul Monte Gai, traversando querceti a rovella e cerro. Secoli di sfruttamento ringiovaniscono il bosco, qua e là interrotto da arbusteti e gariga. Frequenti tracce degli animali della vallata. In lontananza, Massa Marittima e il villaggio minerario di Niccioleta. Nelle giornate limpide, si intravede l’Elba, famosa per i minerali di ferro. torna all'elenco dei siti minerari |
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